Loudness: questione di volume…

Quanto “pompa” il vostro CD?
Quanto dovete alzare il volume per ascoltarlo all’intensità desiderata?
Uno dei riscontri che mi furono dati dopo una delle mie prime produzioni fu: “molto bello, ma come mai si sente basso?”. Basta fare una semplice ricerca in rete sul “loudness” e “loudness war” o simili per leggere le informazioni utili a capire di cosa sto parlando. Informazioni anche dettagliate da definizioni rigorose che in questo mio semplice articolo non ho intenzione di citare.

In parole molto più semplici, invece, dico che il nostro modo di ascoltare si è abituato a sentire che la musica “pompa”, ossia il nostro orecchio è “soddisfatto” dal volume che riceve, volume tipicamente alto.

Ma il raggiungimento della loudness si ottiene effettuando manipolazioni alle tracce audio, manipolazioni che tendono ad appiattire le dinamiche, nelle varie frequenze (e quindi strumenti). Cosa che non fa bene alla qualità sonora del prodotto. Ad esempio i picchi utili a far uscire dal mix e quindi ascoltare in maniera valida strumenti percussivi, utili a trasmettere bene i transienti di tali strumenti, vengono appiattiti sul resto della traccia e quindi tendono a confondersi.

Con questo non sto dicendo che non sia possibile fare un mix o un mastering che non “pompi” a sufficienza, sto dicendo che la manipolazione altera il suono verso un peggioramento e se il lavoro non viene effettuato con tutte le cautele si rischia di rovinare il tutto. Non entro neanche nel merito di cosa significhi “rovinare” il prodotto finale, poiché chi è ormai abituato ad ascoltare in questo modo giudicherà migliori i prodotto che “pompano” punto e basta, giudicando invece flosci e deboli quelli meno trattati.

Personalmente sono invece per un prodotto che ha il volume giusto nel rispetto delle dinamiche: se ho bisogno di più volume e di far pompare il brano, faccio lo sforzo di girare l’apposita manopola sulla quale c’è appunto scritto “VOLUME” !!! Pensate che soluzione!!! E state sicuri che se avete due brani, tali per cui volendoli ascoltare allo stesso volume uno dei due richiede di girare maggiormente la manopola, questo avrà sicuramente una qualità migliore dell’altro !!!

Un mio ulteriore contributo a quante potete leggere in giro, è quello di mostrare alcune forme d’onda e porvi una semplice domanda.

Steven Wilson – Drive Home

 

James Taylor – Line’em up

 

Ligabue – Mi chiamano Rigo

 

Il brano di Steven Wilson (prima immagine) è stato prodotto da Alan Parson nel 2013 (in piena guerra del loudness !!!).
Il brano di James Taylor (seconda immagine) è stato prodotto da Frank Filippetti ed è stato vincitore del premio Grammy Award 1997 come miglior album pop.
Notate qualche differenza con il terzo brano?

Senza nulla togliere alla bravura di Ligabue e alla comunque ottima produzione del suo album… ce ne sono molte altri di dischi che hanno una forma rettangolare… italiani e stranieri. Questi album suonano benissimo nei diversi player, ma ascoltati in un impianto HiFi o in studio evidenziano immediatamente i difetti di un eccessivo appiattimento e confusione degli strumenti.

Provare per credere, documentarsi per capire. Leggete l’articolo di Bob Kats giusto per avere un riferimento autorevole.
Oppure altre letture trovate tramite semplici ricerche: http://www.thesoundmaster.it/monografie/loudness1.php o http://www.mirkoperri.com/?p=1203

Alla prossima!

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