Raccomandazioni da “Mastered for iTunes”

masteredituneslogo20120217Alcune interessanti raccomandazioni e best-practices che, indipendentemente dall’ottenimento del bollino Apple per la pubblicazione su iTunes dei vostri brani, possono essere lette nel documento pubblico mastered_for_itunes pubblicato da Apple stessa alla pagina http://www.apple.com/it/itunes/mastered-for-itunes/.

Vi riporto anche un interessante articolo di Giulio Curiel (http://www.suoniestrumenti.it/blog/unitsofsound/post/livelli_saturazioni_e_clipping_le_raccomandazioni_di_mastered_for_itunes).


Il documento Apple procede affermando (in maniera un po’ azzardata…) che, poiché player di formati compressi e non compressi possono effettuare un oversampling 4x in fase di decodifica D/A, un clipping digitale può verificarsi anche nel processo di sovracampionamento. Ora, a parte il fatto che non è che tutti i player odierni utilizzino l’oversampling e quelli che lo fanno non è detto che scelgano proprio un fattore 4x, Apple non spiega perché un segnale a 0 dBFS non clippato dovrebbe automaticamente dare origine a un clipping quando sovracampionato a 4x. La casa di Cupertino afferma anche che si sta diffondendo l’uso di masterizzare a circa -1 dBFS per evitare tale fenomeno. Pur non sentendomi di avvallare un costrutto del genere, riconosco che il consiglio di restare un po’ sotto lo 0 dBFS è sensato e tutto sommato con master a 24 bit di risoluzione originaria non costa nulla applicarlo.

Sulla loudness war invece Apple scrive espressamente di non prendere posizione e di rispettare tutte le scelte artistiche e commerciali in termini di livello medio delle tracce. L’argomento si conclude con l’affermazione “vi chiediamo solo di evitare il clipping del segnale”. Può apparire pilatesca, ma da un distributore di musica prodotta da altri (che quindi non è una casa discografica che potrebbe legittimamente avere proprie politiche di qualità e di stile sonoro), mi pare una pozione corretta.
Altra interessante argomentazione è quella che riguarda i controlli automatici di livello: Apple parte dal proprio “Sound Check” che è integrato in iTunes e nei dispositivi iOS per equalizzare il livello delle varie tracce e mantenere un volume d’ascolto approssimativamente costante tra un brano e l’altro. La casa di Cupertino ricorda che dispositivi similari sono presenti anche in altri player e nelle catene di broadcast radiofonico, e giunge quindi ad affermare che le tracce a livello medio più alto potrebbero essere limitate in volume da simili dispositivi. Tale operazione di limiting e/o riscalatura potrebbe secondo Apple mettere maggiormente in evidenza artefatti e distorsioni non intenzionali. La raccomandazione finale è quindi quella di mixare e masterizzare in modo da mettere in evidenza tutte le desiderate sfumature di un brano indipendentemente da quello che sarà il suo livello d’ascolto, e non viceversa tenendo in considerazione un ben determinato livello di playback. È una raccomandazione un po’ generica, ma ancora una volta appare di buon senso e pertanto è condivisibile.
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